PROFETI & SMEMORATI& DELINQUENTI

Entro in una libreria che conosco e vedo che il mio libro viene messo in un angolo seminascosto. Mi lamento e mi dicono che ormai è passato tanto tempo, ci sono libri nuovi. Che voleva dire: il tuo libro è obsoleto, vecchio, datato. E quali sarebbero i nuovi libri rivoluzionari? Il mio libro viene dal futuro e prima che diventi datato dovrebbero passare almeno altri 500 anni, ma non basterebbero. Che smemorati! Ho ricordato loro che 10 anni fa, nella stessa libreria, durante una mia conferenza sul clima, mi accusarono di terrorismo ambientale. Anche alcuni lettori mi spedivano lettere simili, gonfie di rabbia e disdegno. Adesso avete dimenticato? Era il 1992.

CARE SIGNORE E CARI SIGNORI, non vi siete accorti che, proprio in questi anni, quel che è stato scritto nel mio libro, purtroppo, si sta realizzando volta per volta? Allora? Ve lo faccio ricordare io, nella pagina 9:

"Sta succedendo esattamente ciò che avevo preannunciato: si accelerano e si moltiplicano guerre e guerriglie, alluvioni, terremoti, trombe d'aria, inondazioni, epidemie, carestie, mancanza di acqua potabile, siccità, eruzioni di vulcani, tifoni, cicloni, nuove e vecchie malattie e altre terribili catastrofi".

A quei tempi, feci diversi appelli con tanto di firme nei vari programmi televisivi, allo scopo di mettere in primo piano il problema clima, affinché i vari governi se ne occupassero, ma non si trovava neppure una briciola di consapevolezza. Magari un dubbio, una curiosità, niente. Mi è rimasto impresso l'atteggiamento di una conduttrice alla quale spedii il mio libro, nella vana speranza di trovare un piccolo indizio di attenzione. La signora conduttrice, con l'arroganza e l'ignoranza del potere, volle rispondere trasversalmente attraverso il tubo catodico (evidentemente aveva sfogliato il mio libro). E con grande sdegno disse testualmente, stando in onda: "Ma che storie! È meglio cominciare a togliere di mezzo le cartacce dei picnic e le lattine che lasciano sui prati". Incredibile ma vero.

Altro esempio. Ero su un aereo Roma/Milano, 1995. Nel sedile accanto c'era un signore che iniziò a dialogare con me. Tra varie chiacchiere, saltò fuori il problema delle inondazioni (questo signore si rivelò poi come il collaboratore di una famosa astronoma). C'è mancato poco che ci picchiassimo. Le hostess si erano intromesse nel discorso con molta curiosità. Il signor Z era convinto che le inondazioni e altro sarebbero successe dopo uno o più milioni di anni. Alla fine della lite si scusò. E prima di scendere dall'aereo, io gli dissi: "Vorrei che lei si ricordasse di questa lite, si ricordasse soprattutto che proprio in questi anni succederanno inondazioni in tutto il pianeta". Sono sicura che ricorderà l'episodio. Ma io, conoscendo i suoi pensieri, mi resi conto che mi pensava folle.

COME SAPERE CHE SAREBBE SUCCESSO PUNTUALMENTE NEL GIRO DI POCHI ANNI? E COME MAI LO AVEVO GIÁ PREDETTO? Ci sarà un motivo? O no? È un caso? Una coincidenza? Chissà! Beata ignoranza. Scovano le false profezie di imbroglioni o giocherelloni come Nostradamus e non vedono altro.

È incredibile con quale delicatezza Dio guida una persona senza crearle troppi traumi. In questo caso specifico, ha usato una metafora per ammortizzare i duri colpi che si devono affrontare. Dal '94 ad oggi, ha lasciato tutto il tempo necessario.

Ecco quel che è accaduto tra la notte del 4 e il 5 maggio 1994 (ma posso raccontare solo la prima parte)

Di punto in bianco mi ritrovo completamente sveglia su due realtà unificate: ero seduta sul letto della mia casa e - nello stesso tempo - ero nelle strade di Roma. Ma attenzione: non si trattava di un sogno, userò la parola "sogno" per convenzione. Ero sveglia e consapevole sulle due realtà compenetrate, che diventarono all'istante un unico stato di coscienza multidimensionale. Ed ecco la metafora:

All'improvviso vengo a sapere che sono state varate nuove leggi in materia religiosa. Non c'è più un dio cristiano, ma si deve adorare un ranocchio al posto di Dio. Provo un grande sconcerto e stupore. Le chiese sono totalmente vuote. Mi affaccio al portone principale di una chiesa e vedo le mura spoglie, saccheggiate, pulite, senza più ornamenti, statue, ecc. Il vuoto assoluto, non un oggetto, non una persona. Sembra che la maggior parte delle persone siano morte. Mi chiedo come sia possibile che, da un giorno all'altro, le poche persone rimaste vive abbiano passivamente accettato questa legge. Oppure, mi domando, le persone fanno finta di averlo accettato e, nelle loro case, continuano a venerare il solito Dio?

No, sento che non è così. Le genti hanno accettato il ranocchio, con superficialità. Sgomenta, grido nella chiesa: "Signore, perdonali perché non sanno quello che fanno". Poi cerco disperatamente di sabotare la nuova legge. Ma mi sento pervasa, anzi invasa da una mente più vasta, quasi si trattasse della mente di Dio. E le mie angosce, le paure, quasi si equilibrano, venendo a contatto con la vastità della mente divina. Era come se Dio, invece di parlare apertamente con me, facesse scivolare i suoi pensieri tutti attorno, come un gas liberatorio che mi compenetrava. E alcuni dubbi penetrarono in me. E se questa nuova legge fosse stata creata solo per scuotere e ripulire la mente umana ordinaria, gli schemi mentali cristallizzati? E i ranocchi, era giusto ucciderli? Inoltre, i ranocchi si ribellavano. Ormai si sentivano orgogliosi e legittimati dalla nuova legge e non desideravano resistenza.

Resistenza era quello che io - in fondo al cuore - desideravo che si organizzasse, quasi si trattasse di un fatto politico. Sveglissima e seduta sul letto osservavo i particolari della mia stanza, ma non notavo più la differenza tra veglia e sogno. Si trattava di un unico stato di coscienza. Sia la veglia che il sogno facevano parte della stessa consapevolezza e non notavo alcuna differenza. Lo stesso problema (cioè, la nuova legge) mi dava le identiche emozioni. Infatti, quando riprendevo lo scorrere della storia, ero sia nella chiesa e nelle strade di Roma, ma anche nella mia camera da letto. Era come continuare a camminare da una stanza all'altra, nella stessa casa, nella stessa e unica dimensione. Difficile riuscire a far capire, bisogna provare. Io ero sveglissima nella mia casa ed ero contemporaneamente altrove.

Nel 1987/88 ebbi una chiarissima visione dell'Italia, dello stivale, come sarà, (speriamo non subito). E dopo averla vista con gli occhi, si materializzò, e rimase stampata perfettamente sul mio tavolo. La disegnai con un una velina trasparente. E dopo averla copiata, sparì. Ecco il disegno.



Nascerà un nuovo vulcano, enorme. E la Sicilia andrà a cozzare e ad unirsi con il piede dello stivale. Tutto il settentrione diventerà mare e laghi. Più della metà dello stivale sprofonderà nell'acqua.


27 novembre 2002