PICCOLI MISTERI

Tanti tanti anni fa, volli andare sulla luna con il mio corpo energetico. Però avevo l'impressione di avere un corpo più denso, perché, toccando e palpando con le mie mani le pietre della luna, alcune nere, e una specie di terriccio polveroso, sembrava proprio che il mio corpo fosse fisico. Rimasi meravigliata del silenzio e della solitudine totale. Era buio, ma non troppo. C'era un chiarore verdastro scuro, in un immenso deserto. Non una voce, un rumore, un soffio di vento, nulla. Era sconvolgente. Continuavo a toccare con i polpastrelli della terra sottilissima, simile al borotalco, ma uguale al colore verdastro scuro. Rimasi lì per una mezzora, ma poi ritornai nel corpo fisico a causa dell'immensa solitudine lunare.
Mi è rimasto il dubbio di essermi materializzata sulla luna e poi di essere tornata energeticamente nel corpo fisico.

Nel 1971 mi trovavo a Washington, ed entrai in una specie di museo dove era stata depositata la navicella spaziale inviata sulla luna, con tutti gli equipaggiamenti, la scaletta, e tutto ciò che gli astronauti avevano raccolto. Entrai con indifferenza, ma appena mi piegai per osservare bene le pietre lunari e il terriccio, all'improvviso ebbi una emozione talmente forte da restare senza fiato. Avevo riconosciuto la stessa polvere sottile, di colore verdastro scuro e alcune pietre nere, assieme ad altre. Erano identiche. Rimasi molto turbata. Scattai delle foto, ma quando tornai a Milano per svilupparle, scoprii che tutte le foto erano diventate giallastre.

Ho le due foto scattate all'interno del museo, ma si vedono malissimo. Ho voluto, comunque, farvele vedere. Mi è rimasta una curiosità: perché in alto, sulla navicella, c'era una piccola piramide? A quei tempi non avevo dato importanza. Me ne sono accorta solo in questi giorni. Avevo addirittura dimenticato le foto, dopo tanti anni.

PERCHÉ UNA PICCOLA PIRAMIDE SULLA NAVICELLA?
POTREBBE ESSERCI UNA SPIEGAZIONE?

E ancora: se qualcuno è stato a Washington recentemente ed è entrato in questo museo di cui non ricordo il nome, vorrei sapere se c'è ancora la piccola piramide o se l'hanno tolta. E sapere, se c'è, cosa significhi.

In caso affermativo, inviatemi un e-mail: gaya.solari@tiscalinet.it

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PICCOLI MISTERI - 2

Nel 1982 feci un bellissimo viaggio in Egitto, dal Cairo fino ad Assuan, e rimasi per quasi un mese. I miei viaggi sono particolari, nel senso che voglio vedere la realtà dei paesi in cui mi trovo. Entro nelle loro case, parlo con loro, osservo e cerco di comprendere la loro cultura. Ma bisogna stare attenti: in Russia, per esempio, nel 1976 ho fatto la stessa cosa, ma sono stata torturata. Per 25 giorni, da Kiev fino al Circolo Polare artico, mi hanno impedito di dormire. Ogni 15/20 minuti, due energumeni con occhi spiritati, entravano nella mia camera d'albergo per controllarmi. Solo perché osavo avvicinare le persone per capire come vivono. Evidentemente, mi hanno scambiata per una spia, soprattutto quando vedevano che sul mio passaporto c'era scritto "giornalista".

Sulla Piazza Rossa, a Mosca, mi avevano puntato contro un fucile perché stavo per sfiorare una melina verde da un alberello. Volevo solo toccarla, non mangiarla. A me piace accarezzare le foglie degli alberi e i loro frutti. Mi serve per prendere confidenza con loro.

Torno ad Assuan. Assuan è un posto magico, non a caso fa parte delle sette bellezze del mondo. Mi piaceva stare in barca, nelle feluche, e scivolare sul Nilo
silenzioso, con un solo "marinaio". Si sapeva che quel blu era acqua, ma si dimenticava che lo fosse, perché le feluche, senza alcuno sciabordio, nel silenzio più profondo, aprivano le ali bianche delle vele, come se non navigassimo sull'acqua ma sull'aria, pronte a spiccare il volo come fantasmi. Da un momento all'altro potevamo dissolverci in un'altra dimensione.

In un pomeriggio caldo, prossimo al tramonto, uscii dall'albergo e vidi che nella piccola piazza semideserta avevano, in poche ore, organizzato uno spettacolo, tipo suoni e luci. Girai su me stessa per scoprire da dove fossero le fonti di questo straordinario spettacolo. E mi accorsi che non c'erano decine di fari di colore rosa antico, né ornamenti creati da operai. La piazzetta silenziosa e semideserta era avvolta totalmente da un colore rosa forte simile a nebbia-rosa-asciutta-limpida. ERA SEMPLICEMENTE IL PIÙ GRANDE SPETTACOLO NATURALE CHE AVESSI MAI VISTO IN VITA MIA. Avanzando verso il parapetto del Nilo, di un blu vibrante, cominciarono a cadere dall'alto delle grosse virgole d'oro simili a spirali. Cadevano lentamente, come fanno le grosse falde di neve. Lo spazio era avvolto tutto attorno nel colore rosa forte compatto, e le spirali d'oro scendevano lentamente, bucando il colore rosa. Impossibile crederci. Potrebbe sembrare qualcosa di poetico, un'immaginazione, un'estasi. Invece era realtà. L'oro non era un colore, una vibrazione, una fantasia: era oro sublimato in forma di spirali. Le spirali d'oro vibravano, consistenti. Si potevano raccogliere.

Son passati 20 anni, e quando sento che amici e conoscenti partono per l'Egitto, racconto quel che conservo nel mio cuore, per farmi raccontare, a loro volta, se hanno visto le stesse cose.

NO. SEMPRE NO. Non l'hanno visto.

Eppure non ho mai avuto allucinazioni, non abuso di bevande alcoliche, non uso droghe, non sono mitomane, non uso fantasie, non invento romanzi.

PERCHÉ SOLO IO HO VISTO? È POSSIBILE CHE LO SPETTACOLO SIA STATO CREATO SOLO PER ME?

Ho fatto con un acquarello un fac simile di quel che ho visto, ma non rende l'idea perchè il foglio è statico e lo scanner ha scurito la polverina dorata che ho applicato. Ci vorrebbe un ologramma vivente.

FORSE È STATO UN REGALO DALL'ALTO. CHISSÀ.


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30 Aprile 2002

Nel 1924, in un palazzo di Squinzano, viveva una bella ragazza di 16 anni schiva e riservata, di nome Vita. Quando scendeva in giardino, ricco di fiori e di rose, succedevano cose singolari. Vita tagliava un gambo di rosa, ancora in boccioli, e mentre teneva in mano lo stelo, i boccioli si schiudevano e sbocciavano all'istante. La ragazza si sentiva, se non spaventata, perlomeno turbata, dinanzi alla madre e altre persone. LA COSA PIÙ STUPEFACENTE È CHE LE ROSE GIÀ SFIORITE E RINSECCHITE, SE VENIVANO PRESE IN MANO DA VITA, TORNAVANO AD ESSERE FRESCHE COME APPENA SBOCCIATE.

Vita ha tenuto nel suo cuore, fino al 1990, i suoi piccoli misteri, senza raccontarli a nessuno. Perché ne ha parlato solo qualche anno prima di morire? Quale messaggio ha voluto lasciare? Vita è mia madre. Io la consideravo poco, perché non ho vissuto accanto a lei, e non mi sono sentita amata, mentre con gli altri figli c'erano delle tenerezze. Tuttavia, mia madre era assetata di giustizia e non guardava in faccia nessuno, che fossero i suoi figli o suo marito. La giustizia e la verità erano, per lei, le cose più importanti. Sembrava una donna semplice, non amava mondanità, aveva 3 cameriere, ma lei controllava tutto, il cibo era il suo problema: nessun altro doveva toccare con altre mani il cibo, era fissata con l'igiene.

Anche a Giuseppe, mio padre, succedevano cose strane. Erano tutti e due generosi, un po' troppo generosi, con l'ingenuità dei bambini. Una volta mia madre sorprese una cameriera mentre si prendeva un gioiello. E lei, per non imbarazzarla, fece finta di non accorgersene e non le disse nulla, lasciandole il gioiello. Forse non esistono più persone così. Ci sono parvenu che, per una sciocchezza, sarebbero capaci di denunciarli o schiaffeggiarli.

Mi sono accorta della spiritualità di mia madre solo il giorno stesso in cui se ne è andata in un'altra dimensione. Una settimana prima avevo ascoltato una voce interiore che mi avvertiva che sarebbe andata via da questo mondo il 1° ottobre. Poiché di messaggi ne sento tanti, di giorno e di notte, non riconobbi la voce di mia madre, era come diventata diversa, più determinata e autorevole. Ma per una settimana mi sono sentita costantemente preoccupata da questo messaggio. E quando il 1° ottobre mi sono svegliata con una giornata spettacolare di sole, sperai che questo messaggio fosse stato un interferenza. Invece, proprio in quel momento squillò il telefono e mia sorella Susan mi disse che nostra madre stava per morire.

Perché mia madre avvertì solo me? Quante cose non sappiamo stando sulla Terra? Di sicuro mia madre deve essere un grande essere spirituale, mimetizzata sulla terra. Se qualche volta andava in chiesa, lo faceva per educazione. Per lei era più importante vivere spiritualmente. Deve ancora nascere la spiritualità vera, senza orpelli, nel solo tempio interiore del nostro Spirito. Era questa la tua vera casa, mamma.